FERROVIE. IV COMM: POTENZIAMENTO VE-TS, TEMPI RIDOTTI E AUMENTO TRENI
(ACON) Trieste, 5 nov - Dieci minuti in meno di viaggio e una
capacità della linea in aumento di circa il 30%, passando da
sette fino a dieci treni all'ora. Sono i benefici attesi dal
potenziamento tecnologico della ferrovia tra Mestre e Ronchi dei
Legionari, illustrato dai responsabili di Rete ferroviaria
italiana (Rfi) in IV Commissione, presieduta da Giuseppe
Ghersinich (Lega). Il confronto, richiesto da Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle), ha affrontato anche i temi dei ritardi
delle opere, dei passaggi a livello e le prospettive del
collegamento, anche commerciale, con Trieste e il suo porto.
Ad aprire il dibattito è stata proprio Capozzi che, dopo aver
ripercorso dettagliatamente quanto accaduto negli ultimi dieci
anni tra progetti presentati, ritirati e riformulati, ha posto
una serie di quesiti sui tempi di percorrenza, le varianti e i
costi. Secondo i dati riferiti dalla consigliera, "il
collegamento più veloce tra Venezia e Trieste richiede oggi circa
un'ora e 35 minuti, contro l'ora e 24 minuti di un Frecciabianca
del 2016". Da qui la richiesta di "un quadro aggiornato dei
lavori, delle risorse disponibili e del cronoprogramma".
A rispondere sono stati gli ingegneri di Rfi, che hanno indicato
"nel 2027 il completamento della prima fase dell'ammodernamento
tecnologico, tra Latisana e Ronchi, ma serviranno alcuni mesi in
più per le autorizzazioni necessarie all'attivazione. Per la
parte veneta, la conclusione è prevista tra il 2028 e i primi
mesi del 2029".
"L'intervento - hanno spiegato i tecnici - consiste nella
sostituzione degli attuali sistemi di gestione e distanziamento
dei treni con apparati computerizzati, controllati dalla centrale
di Mestre. Insieme agli adeguamenti dell'alimentazione elettrica,
alle verifiche su ponti e tracciati e agli interventi nelle
stazioni, consentirà velocità fino a 200 chilometri orari nei
tratti compatibili".
Proprio sui benefici attesi si è concentrato Nicola Conficoni
(Pd), il quale ha ricordato che "nell'audizione del 2022 era
stata prospettata una riduzione dei tempi di percorrenza fino a
trenta minuti". Rfi ha chiarito che "quel risultato presupponeva
anche le varianti di tracciato: il solo aggiornamento tecnologico
permetterà di recuperare circa dieci minuti". Il consigliere ha
sollecitato anche interventi sulla direttrice
Venezia-Udine-Trieste.
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha posto l'attenzione
sull'aumento previsto quanto a futura capacità dei treni merci.
"Si attesterà - ha risposto Rfi - sul 30% di convogli in più
sulla tratta Mestre-Ronchi dei Legionari".
Il confronto si è, quindi, spostato sulle opere ancora da
definire. Diego Moretti (Pd) ha domandato aggiornamenti sulle
varianti di Latisana e dell'Isonzo, sui passaggi a livello
nell'area di Ronchi e Monfalcone e sulle possibilità di aumentare
la capacità tra Ronchi e Trieste. "Su quest'ultimo tratto - è
stato spiegato - Rfi sta aggiornando gli studi, valutando
soprattutto soluzioni tecnologiche, considerate le difficoltà di
intervenire su un territorio complesso come quello carsico". Per
i passaggi a livello, i tecnici hanno riferito "della ripresa del
confronto con le amministrazioni dopo la conclusione negativa di
alcuni procedimenti autorizzativi. A Cervignano è stato definito
un accordo su una soluzione alternativa a quella iniziale, mentre
proseguono le interlocuzioni con Torviscosa e San Giorgio di
Nogaro. Restano, invece, condizionati alle valutazioni sulle
alternative alla galleria del Carso gli interventi per Ronchi e
Monfalcone. Per la Udine-Cervignano, Rfi ha comunicato "il
deposito al ministero del documento di valutazione delle
alternative progettuali".
Il tema della capacità ferroviaria ha aperto anche il confronto
sul possibile collegamento tra Campo Marzio e Monfalcone,
argomento inserito negli interventi di Capozzi, Moretti e Serena
Pellegrino (Avs). L'assessore regionale alle Infrastrutture,
Cristina Amirante, ha precisato che "il Piano di governo del
territorio contiene una suggestione, senza un progetto definito
né una stima ufficiale dei costi".
Nel suo intervento, Pellegrino ha indicato che "ogni eventuale
sviluppo sia accompagnato da valutazioni ambientali, economiche e
da un'informazione chiara ai cittadini, proponendo anche
un'iniziativa condivisa a livello europeo, coinvolgendo gli
europarlamentari del territorio del Fvg, per migliorare i
collegamenti attraverso la Slovenia". Ipotesi di cui ha parlato
anche Amirante, ribadendo "la disponibilità a considerare
soluzioni diverse, purché rispondano alla necessità di sostenere
i traffici del porto di Trieste". Nel dibattito, Laura Fasiolo
(Pd) ha inoltre sollecitata "una maggiore integrazione del nodo
ferroviario di Gorizia".
Quanto al collegamento con l'aeroporto di Venezia, sul quale
Moretti e Capozzi hanno espresso preoccupazione "per possibili
allungamenti dei percorsi", l'assessore ha assicurato che "la
Regione non intende utilizzare allo scopo servizi ferroviari
finanziati dal Friuli Venezia Giulia".
Sempre Moretti ha infine proposto "di valutare una riduzione
delle fermate dei treni Freccia, valorizzando il polo di Trieste
Airport". Una possibilità che Amirante ha rinviato al
completamento degli interventi, ricordando però che "per i
servizi a mercato le decisioni spettano agli operatori
ferroviari".
ACON/RM-rcm